da 'La Regione' del 5.4.2011
Le parole suonano una dietro l’altra e vanno diritte al cuore, là
dove si annidano le emozioni. La musica pulsa, il ritmo rimbalza, le
rime fanno eco ai battiti, in un rap dove non mancano incursioni
liriche. Andee (Andrea Spinedi) cattura semplicemente le immagini che lo
circondano e le traduce in poesia nell’album
Metafora , in
uscita il 9 aprile nei negozi di dischi. Il poeta rap però non si occupa
solo delle parole, che sceglie e pesa con estrema cura: «
So che
emozione voglio dare e comincio a creare la base musicale. Quando questa
è una bozza, scrivo, e poi comincio a cucire » ci spiega.
L’album, prodotto dalla neonata casa Monsterstune, mixato da
Marco Zangirolami (tecnico e musicista che collabora con Fabri Fibra,
Dargen D’Amico, Two Fingerz) al Noize Studio di Milano e masterizzato in
uno degli studi più importanti d’Italia, il Massive Art, è frutto di un
anno di lavoro tra concepimento, scrittura e registrazione. Un viaggio
che l’artista ticinese ha compiuto in collaborazione con quattro altri
musicisti, Lu, Ene, NayG e Bri dei Neim, per raggiungere un sogno che
non ce la faceva più a stare in un cassetto «
insieme ai calzini
».

«
Nonostante la vita ti riservi esperienze dolorose non devi
mollare mai e cercare di realizzare i tuoi sogni perché solo così puoi
vivere serenamente », continua Andee parlandoci di Metafora.
Tutti i
brani dell’album sono immagini, metafore per spiegare la necessità di
vivere quella vita che abbiamo sempre sognato, senza accontentarci di un
surrogato. Ce lo racconta un musicista che sin da piccolo ha dovuto
fare i conti con la sindrome di Marfan, una malattia genetica che gli ha
causato alcune limitazioni ma, come ci racconta, «
non ha spento la
mia voglia di realizzare un sogno ». Nella sua musica questo aspetto
è presente sin dalle prime note, ma viene sempre proposto come trampolino di lancio verso l’autorealizzazione. Andrea lavora come web-designer e per realizzare questo disco ha
passato le notti in studio di registrazione. Non si è mai fermato, e gli
chiediamo se, secondo lui, questo sia legato al suo problema:
«È una
domanda che mi sono posto spesso. Sì, ci vuole una spinta. C’è chi
comincia a scrivere perché la ragazza l’ha lasciato o perché ha avuto un
incidente. E c’è chi scrive perché ha paura di non potersi esprimere
totalmente. Quello che io ho vissuto, e che sto vivendo, mi ha fatto
capire che non posso fermarmi. Non posso restare lì a guardare senza che
la gente possa sentire quello che ho da dire. Ma credo anche che questo
impulso non lo insegni nessuno, o ce l’hai o non ce l’hai ».
Metafora è anche il titolo del singolo che ha lanciato il
disco, e si può scaricare dalla pagina di Andee
facebook.com/andeemetafora.
«
È il pezzo che più mi rappresenta. Parla di sogni, da mai buttare
via, di amore, l’importanza di avere accanto una persona che non perda
mai l’entusiasmo di fantasticare, e della necessità che ha il mio cuore
di trasmettere qualcosa, anche se finisce di battere. Questa è
l’essenza. Parlo di una maglietta che non oso indossare per paura che
lavandola il cuore stampato si cancelli, è esattamente questo ».

Nell’album c’è anche la voglia di una vita piena al di là
dell’oceano, a
New York , la continua ricerca di nuovi ideali da
raggiungere (
Foolish ), il rapporto con un padre (
The Heart
), la paura di un amore in crisi (
In mutande ), il mondo del
lavoro che ci inghiotte (
La fatina dei denti e
Ma però ),
la malinconia che si prova alla fine dell’
Estate .
E in tutti i brani, tra entusiasmo, poesia e ironia, traspare
sempre quella voglia del poeta di «
ballare sul sole, mentre il mondo
va a letto ».