Questo blog nasce da un desiderio ben preciso, scrivere articoli di cultura e spettacolo da un luogo in cui spesso, a torto, si crede non ci sia nulla da fare, vedere, ascoltare. Vorrei sfatare il mito. Scrivo quindi per raccontare quanto accade, è accaduto o accadrà alle nostre latitudini, e... sì, lo ammetto, anche per essere quella giornalista culturale che ho sempre sognato di essere.
Spesso però le creazioni nascono oltre che da una necessità, anche a seguito di un eventi particolari che fan scaturire in noi la voglia di comunicare.
Nel mio caso, il concerto di Yael Naim, tenutosi ieri sera 25 luglio in Piazza Manzoni, a Lugano. Un concerto poetico, vibrante di energia che la cantautrice israelo-parigina (concedetemi il termine, che le calza a pennello) ha spontaneamente regalato al pubblico, un concerto vero e bello.
Ora, per non tediare i miei lettori sin dal primo giorno di nascita, non starò a dilungarmi troppo. Questo era un esempio. Questo era per dirvi che il mio sogno sarebbe quello di riempire le piazze dando loro voci e orecchie intenditrici, ma possedendo ancora un briciolo di umiltà e realismo, mi accontenterò di raccontar storie di chi, come, dove e quando ci può fare volare in alto come ha fatto ieri sera Yael.
Spesso però le creazioni nascono oltre che da una necessità, anche a seguito di un eventi particolari che fan scaturire in noi la voglia di comunicare.
Nel mio caso, il concerto di Yael Naim, tenutosi ieri sera 25 luglio in Piazza Manzoni, a Lugano. Un concerto poetico, vibrante di energia che la cantautrice israelo-parigina (concedetemi il termine, che le calza a pennello) ha spontaneamente regalato al pubblico, un concerto vero e bello.
Tutto perfetto se non fosse che la piazza era mezza vuota, mezza sorda e mezza muta.
Mi permetto di attribuire parte della colpa ai media, che non hanno saputo coprire l'evento con l'importanza che l'artista, riconosciuta internazionalemnte, meritava; ai responsabili della programmazione di Longlakefestival, che hanno infelicemente posto l'evento di lunedì sera; e infine sì, alla pigrizia dei luganesi, ammettendo timidamente che a tale inezia stavo cedendo anche io, pur conoscendo bene Yael Naim (e non solo grazie a New Soul nella pubblicità della Apple).
Ora, per non tediare i miei lettori sin dal primo giorno di nascita, non starò a dilungarmi troppo. Questo era un esempio. Questo era per dirvi che il mio sogno sarebbe quello di riempire le piazze dando loro voci e orecchie intenditrici, ma possedendo ancora un briciolo di umiltà e realismo, mi accontenterò di raccontar storie di chi, come, dove e quando ci può fare volare in alto come ha fatto ieri sera Yael.

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